INDICE E CARICO GLICEMICO NELL’ATTIVITA’ SPORTIVA

È ormai risaputo che l’alimentazione e l’attività fisica sono capisaldi essenziali del benessere dell’uomo, ma ancora pochi considerano la correlazione e l’impatto che può avere la dieta con la prestazione psicofisica.

La nutrizione nello sport, oltre a tenere conto di una giusta varietà, qualità e personalizzazione, deve prendere in considerazione ogni singolo elemento che possa migliorare o peggiorare la performance dello sportivo.

L’Indice e il Carico Glicemico, anche questi ben conosciuti ma poco compresi, vedono un interessante utilizzo proprio per ottimizzare la prestazione fisica.

Con il termine indice glicemico (IG), intendiamo una classificazione di alimenti e liquidi in base a quanto sono “ricchi di carboidrati” e alla velocità con cui influenzano i livelli di zucchero nel sangue. Invece, il termine carico glicemico (CG) valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sull’IG e sulle quantità di esso consumate. Per semplificare, mentre l’IG è la misura della qualità dei carboidrati, il CG è la misura della loro quantità.

Anche se ci sono teorie contrastanti sull’impatto dell’IG e del CG in merito alla prestazione fisica, se considerati in specifici timing come il pre e post allenamento/gara e se ben inseriti, possono dare un ottimo supporto all’atleta.

A seconda della soggettività, alcuni alimenti specifici a basso IG e CG possono essere utili prima dell’esercizio per fornire un rilascio di energia prolungato, senza picchi insulinici inutili che possono compromettere il focus e la performance durante l’esercizio. Per esempio PRIMUS, grazie alla sua formulazione completa, è un alimento che non crea picchi glicemici e si inserisce come un prodotto eccezionale per supportare a pieno la performance dello sportivo.

Tuttavia anche alimenti e liquidi con un IG e CG alti possono, in alcuni casi, essere utili o durante lo sforzo fisico, o in quella fase delicata di recupero post esercizio.

È importante ricordare che ogni tipologia, abbinamento e timing (del pasto), dovrebbero essere adattati alle necessità personali per massimizzare le prestazioni, mentendo l’organismo in massima salute ed efficienza.

Dottor Matteo Massimo Primo

Lascia un commento